I traumi dentali: cosa fare per evitarli e limitarne i danni

La frequenza dei traumi dentali che affliggono i bambini sin dalla prima infanzia sta aumentando proporzionalmente all’incremento dei rischi che comporta il loro  modo di interagire con l’ambiente circostante.

Ambiente è la casa, il nido, la scuola, la strada, la palestra, la spiaggia, la piscina, il campo sportivo…
Il trauma avviene quando non si sta attenti e non si prevedono le conseguenze di certi comportamenti a rischio assunti.
Nonostante si parli spesso di norme di sicurezza dei luoghi pubblici, queste non sempre vengono osservate, mentre in ambiente domestico, considerato a torto più sicuro perché più familiare, possono nascondersi numerose insidie, tant’è che gli incidenti a casa sono fra le cause più frequenti  di traumi: le scale, da cui si può cadere, il bagno, con le sue superfici sdrucciolevoli e dure, specie se bagnate; le porte, che spesso sono urtate o infrante, gli spigoli appuntiti, che possono trasformarsi in armi affilate.

Anche i letti, specie se a castello, o comunque troppo  alti per i bambini più piccoli, sono piattaforme per voli le cui conseguenze sono potenzialmente traumatiche per la testa e per il massiccio facciale.
La palestra, come il campo sportivo, e’ un’altra sede di possibili infortuni: gli urti da parte di piedi, gomiti, testa, mazze di vario tipo e le cadute sono gli eventi più pericolosi.

La piscina merita attenzione riguardo alla profondità della vasca quando ci si tuffa e ai bordi contro cui è facile andare a sbattere.
Per strada, quando si va in moto, in bicicletta, coi pattini a rotelle, con lo skateboard o con il monopattino, indossare  il casco mette al riparo la testa, ma cio’ non esclude che, in caso di caduta, come spesso avviene, sia la faccia a non essere protetta. Stesso discorso vale per l’equitazione.

Questi sono solo esempi, perché le variabilissime e diverse dinamiche dei traumi che interessano i denti hanno comunque un unico denominatore: la mancata protezione della parte più esposta del nostro corpo, che e’, della testa, la faccia, sporgendo questa oltre la fronte, protesa nell’intento di percepire con la vista e l’udito.

Se per le attività sportive, come del resto già previsto a esclusiva garanzia di rimborso da parte delle assicurazioni in America, l’utilizzo di bite guard può sicuramente evitare che i denti vengano compromessi, anche in caso di colpi o urti inferti alla bocca, in casa e per strada resta come arma preventiva un  comportamento di maggior allerta e difesa.

Purtroppo a tutt’oggi non e’ sempre consuetudine da parte degli allenatori e degli insegnanti non solo mettere in guardia i bambini circa gli eventuali rischi di atteggiamenti estremi e azzardati per la sicurezza personale, ma men che mai è consigliato e preteso l’uso di bite guard, specie per le discipline sportive considerate a rischio elevato.

Troppo spesso si incita anziché ad un sano agonismo ad un antagonismo che non promuove la capacità di controllare le proprie azioni e reazioni a comportamenti altrui che potrebbero portare a conseguenze traumatiche in seguito a scontri e ad alterchi.
Ancora una volta la prevenzione intesa come educazione alla salute, anche nel gioco e nello sport, dipende da una cultura e prima ancora da una corretta informazione  che gli specialisti in odontoiatria infantile devono dispensare ai genitori, in stretta collaborazione coi pediatri.

Suggerisco, a questo proposito, una  prima visita odontoiatrica a partire dai due anni di età, come consigliato dalla Società di Odontoiatria Infantile, di cui faccio parte.
A questa età infatti il bambino inizia a collaborare, a esprimersi e a voler comunicare; sono presenti molti degli elementi dentali della serie decidua e soprattutto i frontali vittime più frequenti dei traumi.

Per la prevenzione di tali evenienze, cominciando dall’ambiente domestico, è consigliabile eliminare gli appigli a oggetti pesanti che potrebbero investire il bambino, l’accesso a scale da dove potrebbe cadere, i tappeti  in cui potrebbe inciampare.
La sorveglianza e l’attenzione a questo genere di incidente diventa ancora più importante per il bambino che ha già cambiato gli incisivi e presenta, con una  maggior autonomia e motricità un più elevato rischio di compromissione di denti che devono servirgli per tutta la vita.

Per quanto concerne l’ambiente scolastico, sia durante le lezioni che gli intervalli ricreativi, l’evento traumatico avviene, purtroppo e ancora una volta, per mancata vigilanza su ciò che i bambini fanno di rischioso, da parte del personale addetto alla loro custodia.

Deve essere evitato l’utilizzo di giochi con oggetti potenzialmente contundenti, specie in bambini che mostrano conflittualità o vivacità accentuate nei rapporti con gli  altri e con se’ stessi, cosi’ come vanno scoraggiati e, all’occorrenza puniti, i comportamenti aggressivi o di franco bullismo.

Infine, ma non per questo meno importante, proprio per l’elevarsi della gravità dei danni subiti per la motorizzazione e le devianze comportamentali, va fatta opera di prevenzione agli adolescenti.

Ad essi va spiegato e illustrato con rigore a cosa porti una mancanza di controllo nel bere e l’uso di sostanze stupefacenti, specie quando alla guida di veicoli.
La prima visita odontoiatrica allora deve essere  l’inizio di un rapporto costruttivo dal punto di vista educazionale, che possa così tradursi in prevenzione sia degli eventi evitabili seguendo stili di vita corretti, come appunto i traumi e la carie, ma anche di fattori che possano compromettere, una volta verificatosi l’incidente, la prognosi della patologia riportata. Non da ultimo e’ bene ricordare che la prevenzione delle malocclusioni, e in specifico dei difetti che presentano un’eccessiva sporgenza dei denti frontali superiori, diminuisce l’incidenza dei traumi a carico di questi elementi.

Vediamo adesso quali sono gli eventi traumatici che possono interessare denti da latte e definitivi, a seconda dell’età e dello stadio della permuta, e soprattutto quali siano le indicazioni che i pediatri possono fornire ai genitori nel caso si verificassero traumi dentali, specie in periodi e i luoghi diversi dall’abituale domicilio.

I traumi dentali colpiscono il 15 % dei soggetti in dentizione decidua e il 20% di quelli in dentizione mista ma con già presenti i denti anteriori definitivi, che sono ovviamente i più colpiti, specie i superiori.
La prima cosa da fare è mantenere la calma, soprattutto quella del bambino traumatizzato, porlo in una posizione di riposo e, dopo averlo eventualmente ripulito dal sangue, andare a vedere quale dente o quali denti siano stati interessati e in che misura.
Se il dente è da latte e se l’urto non é stato violento, oltre ad una compromissione più o meno importante dei tessuti molli, labbra fondamentalmente, si può evidenziare una piccola frattura del bordo masticatorio, accompagnata da mobilità di diverso grado, dipendente dalla forza d’impatto.

Il bambino può lamentare dolore se il dente viene mosso, specie se il trauma ne ha comportato una sua  parziale estrusione, cioè se il dentino appare più lungo e, per così dire, batte contro i denti inferiori ogni qual volta chiuda la bocca.
Talvolta può rendersi necessaria la sua avulsione. La terapia consiste nell’applicazione di sostanze a base di amminoacidi in gel e disinfettanti con clorexidina, che favoriscono la disinfezione e la guarigione dei tessuti molli circostanti i denti, una dieta liquida e, nel caso, antidolorifici per via orale.

Va avvisato comunque il genitore che nel caso il dentino annerisse e provocasse ascessi, la sua rimozione sarebbe auspicabile onde evitare compromissioni dell’elemento definitivo sottostante per il propagarsi dell’infezione successiva all’infiammazione della polpa interessata dal trauma.
Se viceversa il dente in seguito all’urto, appare più corto o, addirittura, é quasi scomparso all’interno dell’osso, occorrerà solo attendere la sua graduale eruzione nei mesi successivi, avvisando il genitore che tale tipo di evenienza, specie se occorsa prima dei cinque anni di vita, può aver interessato  il germe dell’elemento definitivo sottostante.

Nel caso il dentino da latte sia uscito dalla sua sede in seguito all’urto, non é indicato il suo reimpianto,  ma é importante recuperare l’elemento dentale per così dire scomparso dalla bocca, per essere sicuri che questo, in seguito al colpo ricevuto, non  abbia seguito una traiettoria che l’abbia portato completamente all’interno di una guancia o del labbro, o nell’osso alveolare, e debba dunque, soprattutto  nel primo caso, essere rimosso chirurgicamente dalla sede ectopica ove ha finito per collocarsi.

Diciamo dunque che il genitore, dopo aver prestato le prime cure volte per lo più a tranquillizzare il bambino e a rendersi conto di quanto sia successo, deve contattare e recarsi presso un centro di pronto soccorso ove sia presente un servizio di odontoiatria, o da uno specialista in odontoiatria pediatrica e, nel caso l’evento traumatico sia avvenuto in ambiente scolastico o sportivo, farsi redigere una certificazione, utile poi ai fini del risarcimento del danno subito da parte dell’assicurazione. Va comunque ricordato che molto spesso rimangono misconosciuti traumi dentali lievi riportati lontano dall’attenzione dei genitori, che si palesano successivamente dando luogo a scurimento dentale.

Anche in questi casi e soprattutto dopo un trauma, va osservato un protocollo di controlli a distanza, al fine di escludere l’insorgere di complicanze. Ancora una volta , qualora l’evento sia occorso in età precoce, tale evenienza deve rappresentare il pretesto per una prima visita odontoiatrica.

Diverso è il discorso per i denti definitivi. Nel caso vi sia frattura più o meno estesa della corona dentale è importantissimo recuperare al più presto il frammento dentale e porlo in un vasetto contenente acqua o latte.

Ricordiamo che ciò può essere difficile nel caso si debba recuperare il pezzettino di dente fra la sabbia, nell’erba, fra sassolini, nella vasca di una piscina.
E’ bene che vengano allertati anche i testimoni, se non i responsabili, nei luoghi ove sia occorso, l’incidente traumatico.
Ciò perché, soprattutto nel caso non vi sia coinvolgimento pulpare, è importante eseguire il reincollaggio del frammento distaccatosi al più presto possibile.
Con le attuale tecniche è possibile ripristinare la morfologia dentale originaria, sia nel caso sia possibile riattaccare il frammento, sia che si tratti di ricostruirlo sostituendo la parte mancante con materiale adesivo dello stesso colore e colle stesse caratteristiche antecedenti il trauma, grazie alle qualità dei materiali oggi a disposizione.

Nel caso invece e purtroppo sia stata interessata la polpa, e vi sia addirittura un sanguinamento di questa dal dente, è importante recarsi al più presto presso un pronto soccorso dentale o  uno specialista di fiducia ed esperto, per procedere alla terapia del canale del dente colpito. La vitalità perduta non comporta, come viene comunemente creduto, la morte del dente e il suo annerimento, a patto che la terapia all’interno del dente sia eseguita ad arte.
Nel caso peggiore in cui l’elemento dentale sia stato spinto fuori dalla sua sede  e’ di fondamentale importanza non solo recuperarlo e ripulirlo con acqua, e ivi mantenerlo, ma recarsi  al più vicino, specializzato e attrezzato ambulatorio o studio dentale per il reimpianto nella sua sede.
Questo deve avvenire entro due ore al massimo dall’avvenuta avulsione e necessita di uno splintaggio, ossia di una fissazione agli altri denti, per un periodo di circa trenta giorni.

Ovviamente tutte queste evenienze, dalle più lievi alle più gravi per quanto riguarda le conseguenze, necessitano poi di un monitoraggio, ossia di controlli cadenzati e programmati nell’arco di un anno, non solo clinici ma anche radiografici, proprio per scongiurare la compromissione precoce di un elemento definitivo per  di più così importante ai fini della vita di relazione.
Proprio per evitare anche le conseguenze psicologiche del trauma é bene che il bambino sia seguito da specialisti in grado non solo di effettuare la terapia dentale più adeguata, ma anche di rassicurare il paziente, soprattutto se adolescente, circa la possibilità di un pieno recupero dell’estetica del sorriso.
Tale rassicurazione sarà accompagnata ovviamente dalla prescrizione di comportamenti cautelativi la terapia restaurativa, volti comunque
ad evitare per quanto possibile nuovi più drammatici eventi traumatici.

E’ comunque importante  ribadire la necessità di una collaborazione fra pediatri e odontoiatri infantili, al fine di informare correttamente i genitori e i pazienti stessi, bambini dai 7-8 anni in poi, su cosa fare in caso di trauma dentale.

La S.I.D.T., Società Italiana di Traumatologia Dentale presenta sul suo sito  un poster scaricabile molto utile per un’informazione sintetica e chiara da utilizzare nelle sale d’aspetto dei pediatri, nei corridoi delle scuole, presso gli oratori, le palestre, i centri sportivi.

La nostra società e’ molto attenta all’aspetto esteriore e poter aprire il volto con un sorriso aumenta la nostra autostima e la nostra protezione, grazie ai neuroni specchio che ci mettono in naturale sintonia con i nostri simili, facendo sorridere coloro ai quali sorridiamo.
Cerchiamo dunque di riflettere dopo questa lettura, per evitare di far sentire in imbarazzo i nostri bambini, nel più istintivo e precoce segno di risposta alla vita che é, appunto, il sorriso.

Temi di odontoiatria per pediatri

Inauguro oggi una nuova categoria di notizie: i materiali.
Lo scopo è di condividere con voi i testi degli interventi e delle conferenze a cui ho partecipato in questi anni, sperando che possano essere utili.
Comincio con alcuni argomenti dedicati ai pediatri: le patologie odontoiatriche e la prevenzione (un tema fondamentale).
Il documento è schematico ma può essere utile per cominciare a inquadrare i problemi e a capire le aree di intervento.
Lo potete scaricare qui: Temi di odontoiatria per pediatri.

Ricordate che potete inviarmi le vostre domande e richieste al mio indirizzo di posta elettronica.

Alcuni siti di società scientifiche

Vi segnalo alcuni siti di società scientifiche con sezioni dedicate ai pazienti.
Le società scientifiche sono costituite da professionisti operanti nel settore dentale, liberi professionisti, ospedalieri, ricercatori e docenti universitari, la cui attività è finalizzata alla ricerca, alla discussione tramite la presentazione di casi e temi a mezzo di articoli e presentazioni congressuali.
Per la loro visibilità ed esposizione ad un confronto aperto sono, a mio avviso, i migliori referenti cui vi possa indirizzare per avvalorare quanto da me propostovi e presentatovi.
Per cominciare vi segnalo quelli i cui obiettivi sono la prevenzione a 360 gradi della salute orale e generale.

Ricordate che potete inviarmi le vostre domande e richieste al mio indirizzo di posta elettronica.